Elearning per contenuti di valore o per l’attestato

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La domanda di corsi elearning chiede contenuti di spessore o il semplice attestato

Come noto i corsi di formazione elearning sono stati ampiamente sdoganati nel settore della sicurezza sul lavoro. Sussiste sempre una certa diffidenza ma ormai la modalità elearning é diffusa e presenta buoni prodotti, prodotti che rilasciano contenuti di valore e spessore e prodotti che rilasciano l’attestato.

I corsi di formazione elearning devono soddisfare la domanda del corsista che cerca il solo rilascio dell’attestato senza nessun interesse per il resto oppure occorre soddisfare la domanda del corsista interessato alla trasmissione di contenuti validi e interessanti.

Ciò che rimane nella terra di mezzo interessa poco al corsista che cerca solo l’attestato e al corsista che vuole contenuti validi e di spessore. Ciò che rimane nella terra di mezzo non interessa e non accontenta.

Quindi prima di apprestarsi a produrre corsi di formazione elearning occorre definire chi é il proprio l cliente, chi é il destinatario del proprio prodotto.

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About Francesco Cuccuini

Operatore della sicurezza, consulente e formatore sulla #sicurezzasullavoro, appassionato #blogger, apprezzato #webwriter, autore di #pensieribloggati e attento a quel che succede intorno a sè

2 thoughts on “Elearning per contenuti di valore o per l’attestato

  1. Francesco Cuccuini Post author

    @ Carmelo Catanoso

    Concordo con quanto dici ma non sarei così perentorio.
    Anche se riconosco che la discussione é accademica perchè ad oggi poche volte ho trovato aule di corsisti motivati.

    Direi piuttosto che la formazione é efficace se il anche Datore di Lavoro lancia messaggi coerenti ovvero si interessa dell’intervento, vuole capire cosa viene affrontato e discusso, enfatizza la partecipazione, non sceglie solo per il prezzo ecc.

    Interessante la proposta della simulazione magari utilizzando anche Xbox o Playstation…
    Saluti

    Reply
  2. Carmelo catanoso

    La maggior parte dei corsi che si “spacciano” come corsi di formazione sulla sicurezza altro non sono che corsi d’informazione.
    La FORMAZIONE ALLA SICUREZZA è un processo tendente a far crescere l’individuo attraverso un cambiamento che opera a tre livelli:

    1° LIVELLO – CONOSCENZE
    Modifica della struttura conoscitiva delle nozioni possedute da ogni singolo individuo

    2° LIVELLO – CAPACITA’
    Attivazione, miglioramento e sviluppo delle capacità di agire dell’individuo

    3° LIVELLO – COMPORTAMENTI
    Creazione, nell’individuo, di atteggiamenti favorevoli agli obiettivi del processo formativo

    La formazione deve intervenire sulle variabili “individuo” e “gruppo”, al fine di influenzarne il comportamento organizzativo attraverso la modifica:
    – delle conoscenze e delle informazioni sui rischi dell’ambiente fisico e sociale (sapere);

    – dell’esperienza e delle abilità nello svolgere le proprie mansioni in modo sicuro e nel rispondere in modo adeguato alle variazioni delle condizioni di rischio (saper fare);

    – dei principi, dei valori e degli atteggiamenti nei confronti della sicurezza in modo da favorire il cambiamento dei comportamenti (saper essere).

    Oggi è difficile riuscire a farsi accettare da un’azienda cliente un progetto di questo tipo.

    Con l’e-learning, ovviamente, dove l’interattività rispetto ad un qualunque intervento in ambiente protetto (aula) o direttamente sul posto di lavoro, è nettamente minore se non inesistente, la maggior parte delle aziende che non credono che l’investimento nella sicurezza e tutela della salute produca un ritorno, saranno ben contente del suo sdoganamento.

    Guardando al futuro, prima o poi, a qualcuno con un po’ di soldi in tasca (vedi INAIL), potrebbe “scoprire” che esistono altre possibilità.

    Oggi invece, abbiamo Napo!

    Visto che “Napo” è prodotto da un Consorzio formato da HSE (UK), DGUV (Germania), INAIL (Italia), INRS (Francia) SUVA (Svizzera) e AUVA (Austria) e che, quindi, risorse economiche disponibili ve ne sono, perchè non fare un salto evolutivo e passare alla creazione di prodotti che coinvolgano attivamente le persone.
    Intendo parlare di prodotti molto simili ai giochi che “girano” su Play Station, Xbox e simili e cioè un qualcosa che coinvolga attivamente presentando situazioni in cui deve essere presa una decisione, adottato un comportamento, ecc.
    Sappiamo tutti che sperimentando s’impara ……. ma si può imparare anche tramite simulazioni ben fatte.
    Ci arriveremo?
    Non lo so.

    Capisco anche che, come si dice sul sito INAIL di Napo, “le storie hanno un valore educativo. Sollevano domande e stimolano il dibattito su aspetti specifici della sicurezza sul luogo di lavoro. A volte forniscono risposte pratiche ai quesiti o semplicemente guidano alla loro risoluzione”

    Però adesso so che quando è stato presentato un filmato di Napo sui cantieri edili ad una squadra di lavoratori edili bergamaschi, calabresi o rovigini, ha suscitato solo ilarità.

    Comunque, qui c’è il sito web di Napo: http://www.napofilm.net/it?set_language

    Reply

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