Quando il rispetto della legge penalizza l’azienda

Riflettevo recentemente sulla situazione paradossale creatasi nelle aziende riguardo alla sicurezza sul lavoro: applicare la legge e far rispettare le prescrizioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro oggi appesantisce l’azienda.

L’affermazione sembra – anzi – è paradossale ma è anche veritiera. Infatti ad oggi chi adempie i propri obblighi sulla sicurezza ha solo costi in più. Al contrario dell’inadempiente che nessuno controlla o quasi.

La realtà è questa.

Quante probabilità esistono di subire un controllo della vigilanza in ambito sicurezza sul lavoro? Quanta preoccupazione crea l’inadempienza di un obbligo? Esiste la certezza della pena per l’inadempiente di un obbligo?

In tali condizioni chi adempie i propri obblighi sulla sicurezza sul lavoro ha solo e soltanto costi in più e l’inadempiente ha un ulteriore vantaggio – minori spese – rispetto all’adempiente. Oggi essere adempiente non conviene. Oggi rispettare la legge in ambito sicurezza sul lavoro penalizza e non avvantaggia.

In altro settore lo stesso dicasi per la riforma Fornero che, facendo scattare l’assunzione – bene! – a tempo indeterminato – benissimo! – dopo alcuni anni di collaborazioni continuative e/o a progetto – giusto! – di fatto scoraggia le assunzioni e crea disoccupazione.

Le leggi fatte su presupposto inesistenti.

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About Francesco Cuccuini

Operatore della sicurezza, consulente e formatore sulla #sicurezzasullavoro, appassionato #blogger, apprezzato #webwriter, autore di #pensieribloggati e attento a quel che succede intorno a sè

6 thoughts on “Quando il rispetto della legge penalizza l’azienda

  1. ANTONIO PUCCINELLI

    proprio pochi giorni fa un mio cliente ha affrontato con me l’argomento del post.
    premetto che è un cliente onesto, e che ha speso i suoi soldi per adempiere a “quasi ” tutti gli obblighi di legge in materia di sicurezza.
    l’amarezza dell’imprenditore nel vedere aziende o esercizi concorrenti, che riescono ad offrire prezzi più bassi per gli stessi articoli , risparmiando sulla sicurezza e, aggiungo io anche sulle imposte, è solo da condividere.
    Come ho scritto , qualche tempo addietro sul mio blog , spesso le leggi aiutano solo le aziende più grandi, con formule create ad hoc per loro, ma nella realtà sono inutilizzabili per le piccole e micro imprese.
    gli stessi incentivi/sconti offerti da INAIL sui premi assicurativi dei dipendenti, delle aziende che dimostrano di possedere un corretto SGSL, non vengono utilizzati perchè sconsigliati da altri professionisti (consulenti di cui siè parlato in precedenti discussioni…) e il motivo sono gli sconti che comunque mettono le aziende a rischio di controlli , dagli esiti spesso punitivi.
    come ho detto in un mio precedente commento, al tuo precedente post Francesco, se si deve ricercare una colpa questa è nel cattivo anzi cattivissimo esempio, che da sempre viene dato da chi dovrebbe essere “Onorevole”.

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    • Francesco Cuccuini Post author

      @ Antonio Puccinelli

      [..] l’amarezza dell’imprenditore nel vedere aziende o esercizi concorrenti, che riescono ad offrire prezzi più bassi per gli stessi articoli , risparmiando sulla sicurezza [..]

      Il punto centrale!
      Con la sua inadempienza il Datore di Lavoro furbetto diventa anche più competitivo della concorrenza.

      Quindi prescindendo da considerazioni morali, etiche, civili e sociali riguardo alla sicurezza …il Datore di Lavoro furbetto va sanzionato perché lavora facendo dumping.
      Né più né meno.

      Saluti

      Reply
  2. Stefano Panella

    “Le leggi fatte su presupposto inesistenti”? L’onestà/disonestà non sono oggetto di relatività. Non esiste “un pochino disonesto” o il “molto onesto”. In un appalto il capitolo spese per la sicurezza è obbligatorio. Il primo a disattendere le prescrizioni sulla “sicurezza” è lo stato. Provi ad andare in una scuola pubblica, ufficio della Provincia, in qualche Comune. Qualche anno fa sentivo dire da rappresentanti di commercio che era inutile pagare la tassa di circolazione. Ti potevano beccare mediamente un volta ogni sette anni. Il gioco valeva ampiamente la candela. Ora con la carenza di moneta in Regione, se non paghi il BOLLO, ti rintracciano dopo venti minuti. E tra interessi, spese di notifica e quota capitale ti fanno passare la voglia di non pagare prima della scadenza. Fare sicurezza in azienda conviene a chi ha una coscienza e moneta. Mancando un dei due valori, morale ed economico, non viene meno la convenienza, ma il presupposto. Basterebbe riparare esigendo il rispetto delle prescrizioni con le solite sanzioni amministrative e penali. Un famoso ministro disse qualche anno fa che il Paese non poteva permettersi la Sicurezza nei luoghi di lavoro. In teoria una bestemmia, nella pratica sta avendo ragione.

    Reply
  3. Giancarlo

    Caro Francesco,
    alla faccia della provocazione !
    Noi italiani siamo sempre portati a vedere chi non rispetta le leggi cercando di emularli perchè vengono considerati dei “giusti furbi” !
    Di questo passo ci facciamo del male e lo dimostriamo a livello internazionale.
    Al di là di questa esternazione del tutto personale, io non faccio rispettare la sicurezza in azienda mediante costi ed investimenti solo perchè devo temere un controllo e le relative sanzioni.
    Lo faccio perchè credo che proteggere il lavoratore sia una questione anche e soprattutto morale. Perchè il suo benessere mi da reddito e qualità. Perchè il suo benessere diminuisce i costi di malattie e infortuni. Perchè tutto ciò si riflette in positivo sui costi aziendali ma anche sui rapporti con ASS e sindacati.
    Io sono R.S.P.P. in una Azienda siderurgica del Nord Est Italia, che al mio arrivo nel 2008 “vantava” 2 morti a cavallo del 2007 / 2008 (un dipendente e un operatore esterno) e la media di 15 infortuni all’anno, oltre ad una alta percentuale di assenteismo. Operai che lavoravano con le scarpe da ginnastica o senza elmetto o senza cinture di sicurezza.
    Le strade erano 2 :
    metto a posto le carte, faccio le ore a programma e sono al riparo da eventuali problemi. La vigilanza è di competenza dei Preposti e Dirigenti per la Sicurezza e io sono a posto (lavoro fatto dal mio predecessore);
    Alternativa : affrontare di petto la situazione, affrontare le 150 persone uno ad uno intervenendo personalmente e in maniera drastica ma efficente. Investimenti per circa 1 milione e mezzo di euro su strutture e impianti. Tutte le ditte esterne inglobate nei programmi sicurezza e regolamentate le documentazioni per le entrate degli esterni. Sviluppo e realizzazione della OHSAS 18.000 e 14.000 e del D.Lgs. 231/01.
    Risultati : 0 infortuni per 36 mesi interrotti da una storta ad una caviglia, diminuizione sensibile dell’assenteismo, risparmio di migliaia di euro, considerazione come azienda modello da parte della ASS di competenza con ottimi rapporti con gli ispettori.
    A me e alla mia Azienda, non interessa nulla se altri furbetti eludono la legge e risparmiano in investimenti. Noi abbiamo investito nella sicurezza ed abbiamo avuto il nostro guadagno.
    Che ne dici ?

    Reply
    • Francesco Cuccuini Post author

      @ Giancarlo

      caro Giancarlo,
      io non mi riferisco ai Datori di Lavoro che non sgarrano perché hanno una coscienza morale e civile.
      Penso piuttosto ai cialtroni, ai Datori di Lavoro cialtroni, che sentono solo la sanzione e talvolta nemmeno quella anzi penso soprattutto ai lavoratori dei Datori di Lavoro cialtroniche qualcuno dovrà pur tutelare.

      Quindi concordo pienamente che la sicurezza non debba essere rispettata [..] solo perchè devo temere un controllo e le relative sanzioni. [..].
      Però con chi è palesemente inadempiente che facciamo?
      Aspettiamo che capisca i vantaggi della sicurezza, aspettiamo che sviluppi maggior cultura della sicurezza!?!

      Cordiali saluti

      Reply
  4. Francesco Cuccuini

    Ho voluto essere provocatorio.
    Provocatorio nelle modalità di esposizione delle conclusioni non nella sostanza delle conclusioni.

    Reply

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