La sicurezza sul lavoro non é una priorità per l’Italia

anmil

Anmil afferma a chiare lettere che la sicurezza sul lavoro non é una priorità per l’economia dell’Italia

Il puntuale e circostanziato commento di Franco Bettoni – presidente di Anmil – alla giornata di presentazione del Rapporto annuale 2014 INAIL che recita

[..] “Non si tratta di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto – spiega il Presidente dell’Associazione che raccoglie oltre 400.000 vittime del lavoro – ma di leggere con attenzione e spirito costruttivo informazioni preziose che, purtroppo, lasciano trasparire che la sicurezza sul lavoro non rappresenta una priorità per l’economia di un paese come il nostro, che fatica ad uscire dalla crisi e non vede nella prevenzione un obiettivo strategico.

Basti pensare al solo corrispettivo in termini economici del fatto che gli infortuni sul lavoro, lo scorso anno, hanno causato circa 11 milioni di giornate di assenza dal lavoro per inabilità, con una media di 82 giorni per gli infortuni con menomazioni permanenti e di circa 20 giorni in assenza di menomazioni”. [..]

11 milioni di giornate di assenza dal lavoro per inabilità, con una media di 82 giorni per gli infortuni con menomazioni permanenti e di circa 20 giorni in assenza di menomazioni.

C’é ancora qualcuno che pensa che la sicurezza non sia un business per il paese? C’é ancora qualche sprovveduto che pensa che il rispetto degli obblighi della sicurezza non sia un business per le casse del paese!?!

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About Francesco Cuccuini

Operatore della sicurezza, consulente e formatore sulla #sicurezzasullavoro, appassionato #blogger, apprezzato #webwriter, autore di #pensieribloggati e attento a quel che succede intorno a sè

2 thoughts on “La sicurezza sul lavoro non é una priorità per l’Italia

  1. Carmelo catanoso

    E’ sempre la solita solfa propinata ogni anno alla pubblicazione del solito rapporto che, in barba ai più elementari principi della statistica, continua a presentare dati in valore assoluto e non “pesati” in funzione della reale esposizione al rischio.

    Reply
    • Francesco Cuccuini Post author

      @ Carmelo Catanoso

      Si notano anche obiettivi che non coincidono con le reali necessità ma sono definiti in base alle risorse disponibili.

      Ovvero ho risorse per 1000 controlli ne faccio 1150 e quindi ho ampiamente raggiunto l’obiettivo e merito l’applauso.
      Magari le necessità reali imporrebbero 1300 controlli.
      Solito discorso: definisco gli obiettivi secondo il processo invece di definire il processo secondo gli obiettivi prefissati.

      Comunque qualcuno che canta fuori dal coro ci vuole. Sempre.

      Reply

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