Perchè mai nessun bocciato ai corsi di formazione?

Ai corsi di formazione sulla sicurezza tutti e sempre superano ampiamente la verifica di apprendimento

L’intervento di formazione sulla sicurezza come noto dovrebbe finire con un verifica di apprendimento. Dovrebbe e non deve perchè alcuni interventi non prevedono l’obbligo appunto di verifica finale di apprendimento.

Di recente un collega sveglio che si occupa di sicurezza sul lavoro mi ha posto una domanda provocatoria ma pertinente. Anzi pertinentissima: Perchè non abbiamo mai – o quasi mai – nessun bocciato ai corsi di formazione? o meglio Perchè tutti e sempre superano ampiamente la verifica di apprendimento?

Ovviamente esistono e posso riscontrare interventi di formazione con corsisti motivati e attenti con formatori professionali e efficaci tali da avere verifiche finali di apprendimento superate al 100%.

Però sappiamo anche che molte volte la formazione é noiosa anzi la formazione sulla sicurezza é noiosa per definizione, sappiamo che esistono docenti penosi, sappiamo che molti corsisti sono presenti solo perchè richiesto dal Datore di Lavoro.

Anzi direi che gran parte delle occasioni – anche se non sempre – il Datore di Lavoro invia i lavoratori al corso di formazione dicendo lui stesso che non serve a niente oppure é solo un obbligo formale o meglio ancora chiamando continuamente il corsista per sapere… cosa fu deciso alla riunione del giorno X o per conoscere a che punto siamo con lo stato di avanzamento del progetto Y o per inviare una mail al fornitore Z.

Quindi tornando alla domanda iniziale in queste condizioni Perchè non abbiamo mai – o quasi mai – nessun bocciato ai corsi di formazione? oppure Perchè tutti e sempre superano ampiamente la verifica di apprendimento?

Che ne dici operatore della sicurezza? Mi lasci un tuo commento?

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About Francesco Cuccuini

Operatore della sicurezza, consulente e formatore sulla #sicurezzasullavoro, appassionato #blogger, apprezzato #webwriter, autore di #pensieribloggati e attento a quel che succede intorno a sè

9 thoughts on “Perchè mai nessun bocciato ai corsi di formazione?

  1. Francesco Cuccuini Post author

    @ Francesca Maldera

    [..] Forse non dovremmo parlare più di corsi di Formazione, forse sarebbe meglio parlare di corsi di apprendimento… [..]

    Chissà che tu non abbia ragione !?!

    Oltretutto essendo l’intervento di formazione un processo educativo (art. 2 coma 1 lettera aa) D.Lgs. 81/08) forse l’incontro di formazione dovrebbe essere il primo di una serie di incontri
    Forse

    Verissimo che il Datore di Lavoro vuole un solo incontro – e ringraziare Iddio – ma occorrerebbe far passare l’idea o almeno proporre l’idea che ne occorrono altri o almeno una serie di altri interventi….

    Fantascienza!?! Fantasicurezza!?!
    Oggi… SI

    Reply
  2. Francesca Maldera

    Caro Francesco, l’interrogativo che chiude la tua riflessione sul ” Tutti promossi” scuote e pone l’attenzione sul tema cruciale della verifica di apprendimento rimandando nello stesso tempo a quello ugualmente problematico della formazione SUFFICIENTE E ADEGUATA come richiesto dall’ 81.
    Non so mai, ti confesso, se la mia azione formativa sia sempre realmente sufficiente e adeguata, non lo so nemmeno dopo la verifica di apprendimento perchè un test a risposta multipla ( anche quando è accuratamente preparato e calibrato) mi dice molto poco o forse niente.
    Forse non dovremmo parlare più di corsi di Formazione, forse sarebbe meglio parlare di corsi di apprendimento………ma apprendere significa PRENDERE CON SE, caspita….. ma allora che razza di verifiche facciamo a fine corso!!!!!
    Forse dovremmo imparare di più a comprendere più che a verificare, ad ascoltare più che a parlare, ad accendere fuochi più che a riempire vasi, come diceva il buon Plutarco.
    Sarebbe meglio chiudere il nostro momento formativo ASCOLTANDO, con un girotavola che non sia verifica ma SCAMBIO, incrociando analisi e valutazioni, interrogativi e risposte.
    Certo, questo ci impegnerebbe maggiormente come formatori, ci costringerebbe a curare nel dettaglio il nostro progetto formativo, minerebbe duramente quella formazione standardizzata ( ma c’è davvero qualcosa di realmente standardizzabile nella sicurezza sul lavoro!!???….terribile questa parola!!) di cui qualcuno osa parlare, interpellerebbe nel profondo la scienza e la coscienza della nostra professione.
    MA FORSE E’ TEMPO CHE CIO’ AVVENGA!!!!

    SALUTI, CARO FRANCESCO

    Francesca Maldera

    Reply
  3. Stefano Lanza

    [..] ” tutto condivisibile però… esiste sempre il vincolo della verifica di apprendimento che in quanto verifica talvolta, forse, po-trebbe prevedere un bocciato”
    ^^^^^^^^^^^^^^^
    Vedi Francesco, ecco perche’ insisto sui grandi 4 pilastri che si appoggia la nostra vita..(potrei farne un trattato,ma, semplifico ai minimi termini) l’identita’ del “SAPERE” sono le conoscenze, fondamento importante di ogni formazione (Essere perfettamente consapevole di qualcosa, rendersene conto.. e come dire: so bene quello che dico;). Come gestire un’aula …”SAPER ESSERE ” “(Ciò che il formatore e’, è più importante di ciò che forma) La riflessione costringe però anche al confronto con i principi fondamentali che stanno alla base dell’impegno educativo e formativo. Ricordando a me stesso che “La mappa non e’ il territorio” e che deve essere riferita esplicitamente ad un bisogno,un bisogno del discente”imparare ad essere”integrandoli e affiancandoli al bisogno di “conoscere” e di “fare”. In altre parole il formatore deve assumere il compito di “contribuire allo sviluppo della persona in modo originale e coerente sul piano della sicurezza, della conoscenza di sé, dei rapporti con gli altri e con le cose”.La Mappa formativa genera, indica, nel “SAPER FARE” (Non essere arrabbiato se non si può rendere gli altri come vuoi che siano, dal momento che tu non puoi fare come vuoi essere-A. Thomas Kempis) un bisogno dell’allievo di “esercitare e affinare le capacità di pensare e di immaginare, di apprendere, di utilizzare la conoscenza, di agire, ragionare, utilizzare procedure, metodi e strategie,riflettere, contestualizzare “. La padronanza di capacità intese come meri strumenti applicabili in qualsiasi situazione, ad esempio del loro impatto, comporta il rischio di…..
    Ritengo che sia compito del formatore avviare alla riflessione sul senso e la portata delle capacità, siano esse cognitive o tecni-che/tecnologiche. L’essere in grado di integrare “sapere”, “saper essere” e “saper fare” è forse una buona strada per approdare al mondo del lavoro più a misura d’uomo.
    Per il “SAPER FAR FARE” bhe, ti indico un’ aforisma” Per far da papa bisogna saper fare il sagrestano”
    ^^^^^^^^^^^^^^
    Quindi, a mio parere, alla domanda: [ ..] ….. Perchè non abbiamo mai – o quasi mai – nessun bocciato ai corsi di formazione? oppure Perchè tutti e sempre superano ampiamente la verifica di apprendimento?
    Io formatore mi chiederei: Qual è la posta in gioco?
    S.L.

    Reply
  4. Francesco Cuccuini Post author

    @ Stefano Lanza

    [..] Può anche essere che il datore di lavoro dica “tanto non serve a niente” ma la differenza e’ proprio li’…farli rientrare in azienda e andare dal datore di lavoro e replicare…”AVEVI TORTO” questa e’ la differenza !!! QUESTA E’ LA SFIDA DEL FORMATORE !!! [..]

    Certo, tutto condivisibile però… esiste sempre il vincolo della verifica di apprendimento che in quanto verifica talvolta, forse, potrebbe prevedere un bocciato

    Saluti

    Reply
  5. Stefano Lanza

    Non si boccia ne si promuove…, a mio avviso , al limite si fa sbocciare un fiore in aula…, di solito i test vanno commentati …per un ripasso delle lezioni……si danno informazioni e poi si fa formazione…Ancora qui…colgo l occasione per ridadire le grandi.. differenze tra un formatore e un docente…non siamo a scuola…tutto dipende da come gestisci l aula..Puo anche essere che il datore di lavoro dica “tanto non serve a niente” ma la differenza e’ proprio li’…farli rientrare in azienda e andare dal datore di lavoro e replicare…”AVEVI TORTO” questa e’ la differenza !!! QUESTA E’ LA SFIDA DEL FORMATORE !!!

    Reply
  6. Francesco Cuccuini Post author

    @ Roberto

    Niente male…
    Riflessione niente male e forse anche vera anzi verissima la verifica la fa l’”oste” e, come il vino dei Castelli, sarà difficile che ti dica che è cattivo

    Da rifletterci
    Grazie Roberto

    Reply
  7. Roberto

    Non è che di bocciati non ce ne sono perché, banalmente, la verifica la fa l'”oste” e, come il vino dei Castelli, sarà difficile che ti dica che è cattivo (che “il suo discente deve ripetere il corso, pagato da qualcuno, nella convinzione di togliersi il problema…”. Il problema è alla radice della formazione all’italiana ed è figlio dei compromessi politici ed economici fatti (da tutti) “sulla pelle” di chi lavora…

    Reply
  8. Francesco Cuccuini Post author

    @ Mauro Sgarra

    Concordo Mauro.
    Non sto affermando che Nessuna boccia!?! Significa che il formatore promuove tutti indistintamente…
    Sto solo affermando che talvolta qualcuno potrebbe – o dovrebbe – bocciare.

    Altro spunto interessante – forse più interessante – dalla tua affermazione il test di apprendimento non dovrebbe essere svolto a fine corso ma dopo sei mesi minimo per avere evidenza oggettiva dell’efficacia dell’apprendimento ovvero non più anzi non solo verifica di apprendimento ma anche verifica di efficacia.

    Spunto notevole… notevole!!

    Reply
  9. Mauro Sgarra

    Il mio parere è che non superare un corso di formazione su argomenti appena trattati sarebbe un segnale che il formatore dovrebbe migliorare la sua tecnica di formazione, siccome la classe come recita la legge deve essere omogenea per età, cultura e lingua ed è il formatore che deve adeguarsi alla classe.
    Ragion per cui se un formatore lavora bene non deve avere bocciati.
    Un’altra riflessione è che il test di apprendimento non dovrebbe essere svolto a fine corso ma dopo sei mesi minimo per avere evidenza oggettiva dell’efficacia dell’apprendimento.

    Reply

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