Quante morti sul lavoro? Nessuno lo sa

Quanti morti in Italia

La drammatica e circostanziata denuncia di Mauro Rossato sul numero di morti sul lavoro

Ho sempre apprezzato le persone che pensano, i professionisti che ragionano, gli Operatori della sicurezza che riflettono

Apprezzo chi non dà per scontato ciò che appare scontato – o almeno non lo dà SEMPRE per scontato, apprezzo chi non beve quello che ci propinano in modo regolare o occasionale

Mauro Rossato rientra in questa tipologia di professionisti e il post su YouTube di questi giorni ne é la dimostrazione

Ascoltiamolo

LA PREVENZIONE CON PRESUPPOSTI DEBOLI

L’intervento é interessante, la denuncia é puntuale e circostanziata

Innanzi tutto Rossato si chiede dove é conteggiato chi non é assistito dall’Inail? Chi conteggia [..] Liberi professionisti, pensionati, agenti di commercio, volontari, giornalisti, Vigili del Fuoco, volontari della Protezione Civile [..]? Le stesse e famose partite IVA

Perciò mancano all’appello molte centinaia di migliaia di lavoratori – pensiamo alle partite IVA – che cambiano la base di conteggio e ovviamente i risultati finali

Quindi diventa aleatoria l’azione di prevenzione e contrasto perchè ogni considerazione sopratutto di prevenzione si basa su dati parziali, forse insufficienti, ristretti e inadeguati

Si programmano azioni di prevenzione su una realtà inesistente, si cerca di contrastare un fenomeno con dimensioni diverse, sicuramente ben più grandi

Giriamo a vuoto?

MA GLI ALTRI CHE FANNO?

Non vi nascondo che capisco e comprendo l’Inail che ha il compito di istituto di assistere, curare e controllare i propri assistiti fornendo per altro un servizio di qualità e dimensioni non indifferenti

Magari a fronte di certi studi, ricerche e proposte presentate da Inail avrei gradito più precisione riguardo alla base dati – gli assistiti Inail – che appunto non comprende la totalità dei lavoratori

Piuttosto penso agli Organi legislativi – commissione Lavoro della Camera, commissione Lavoro del Senato, commissioni regionali – che basano spesso la propria produzione legislativa in materia su rapporti Inail che adesso possiamo definire parziali

Penso ai vari Organi di Vigilanza – ASL, Direzione Territoriale del Lavoro… – che misurano la propria azione di prevenzione su dati che adesso possiamo definire parziali

Penso alle Organizzazioni Sindacali di Datori di Lavoro e lavoratori che basano la propria azione di rappresenta di Datori di Lavoro e lavoratori su rapporti Inail che adesso possiamo definire parziali

Penso alle Associazioni professionali degli Operatori della sicurezza che si rapportano con dati che adesso possiamo definire parziali

Soprattutto non mi rassegno al penoso fatto che nessuno si sia domandato o abbia mai chiesto all’Inail  Come avete raccolto questi dati? oppure Sono attendibili questi dati? o ancora Il rapporto presentato si riferisce alla totalità dei lavoratori in Italia?

…riascoltiamo l’intervento di Rossato seguendo la trascrizione del testo

TESTO DELL’INTERVENTO

[..] Quanti morti sul lavoro in Italia nel 2016? Nessuno lo sa. E pochi sanno soprattutto che nessuno lo sa

Infatti l’Inail – che é un istituto assicurativo – rileva ed elabora i dati dei soli propri assicurati e non per tutte le persone che muoiono o si infortunano durante le attività lavorative

Qui c’é davvero qualcosa che non va. Come può un paese civile combattere le morti e gli infortuni sul lavoro senza sapere qual’é la vera situazione?

Pensate che ogni anno l’Inail a posteriori NON riconosce centinaia di morti sul lavoro che però vivi non sono più e nemmeno sono ovviamente resuscitati. Ma sono morti e sono morti sul lavoro

Liberi professionisti, pensionati, agenti di commercio, volontari, giornalisti, Vigili del Fuoco, volontari della Protezione Civile di cui sentiamo sempre parlare. Non sono assicurati Inail. Se muore qualcuno di loro per l’Inail NON é morto. Se si rovescia un trattore e muore l’agricoltore pensionato non si conta

Poi ci sono i lavoratori in nero i quali come sappiamo sfuggono molto spesso a queste statistiche

E come si fa a programmare delle attività di prevenzione senza conoscere realmente la dimensione del problema? Non si fa

Il risultato? Le persone continuano a morire ma nessuno lo sa [..]

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About Francesco Cuccuini

Operatore della sicurezza, consulente e formatore sulla #sicurezzasullavoro, appassionato #blogger, apprezzato #webwriter, autore di #pensieribloggati e attento a quel che succede intorno a sè

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