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La lapide agli “oscuri martiri del lavoro” a Ferrara

La lotta incessante degli oscuri martiri del lavoro contro la natura e la sorte

La lotta incessante degli oscuri martiri del lavoro contro la natura e la sorte

Son sempre sensibile ai caduti sul lavoro, le cosiddette morti bianche. Soprattutto sono sensibile ai riconoscimenti della comunità ai morti o infortunati sul lavoro. Senza affrontare il capitolo responsabilità reputo giusto e doveroso ricordare chi la mattina esce di casa per andare e lavoro senza farvi più ritorno.

In una recente visita a Ferrara passeggiando per il Centro ho notato la lapide che l’Anmil ha dedicato ai caduti sul lavoro anzi agli oscuri martiri del lavoro quasi 60 anni fa.

Colpisce lo stile aulico e desueto – la lapide é del 1947 – cosiccome colpisce la leggera retorica pacifista – siamo appena usciti dalla tragedia della guerra – e la presenza di venature ideologiche – é appena iniziato lo scontro ideologico del secondo dopoguerra.

Soprattutto traspare la durezza del lavoro – la lotta incessante contro la natura e la morte – e l’ineluttabilità dell’infortunio e della morte sul lavoro. Non la presenza ma l’ineluttabilità dell’infortunio e della morte sul lavoro.

Grandi passi in avanti e grandi miglioramenti da allora.

 

Francesco Cuccuini

Operatore della sicurezza, consulente e formatore sulla #sicurezzasullavoro, appassionato #blogger, entusiasta #podcaster, apprezzato #webwriter, autore di #ancorapensieribloggati e attento a quel che succede intorno a sè

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