A maggio 2026 è uscito il documento Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) 2026-2030 che definisce le linee guida per migliorare la tutela dei lavoratori in Italia, in coerenza con il Quadro strategico dell’UE 2021-2027 e il contesto normativo nazionale
Finalmente abbiamo una strategia, un percorso su cui muoversi, con obiettivi da raggiungere con cui misurare il lavoro svolto
Il documento si compone di 5 assi strategici con relativi obiettivi particolari
Asse strategico 1 – Affrontare i cambiamenti del mondo del lavoro
Gestire i nuovi rischi derivanti dalla transizione digitale e verde, dall’automazione, dall’invecchiamento della forza lavoro e dai rischi psicosociali
Gli obiettivi dell’asse, declinati nelle successive azioni, sono
obiettivo 1.1 – Anticipare e gestire i rischi nuovi ed emergenti
obiettivo 1.2 – Fronteggiare i rischi tradizionali
obiettivo 1.3 – Introdurre strategie, strumenti e tecnologie innovative per le prevenzione e la vigilanza a tutela delle situazioni di vulnerabilità
Asse strategico 2 – Rafforzare e incrementare la resilienza del sistema istituzionale
Migliorare la condivisione dei dati (es. tramite il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione – SINP) e il coordinamento tra gli organi di vigilanza, con obiettivi
obiettivo 2.1 – Miglioramento, anche attraverso la condivisione dei dati, della conoscenza dei fenomeni di salute e sicurezza legati all’attività lavorativa, degli eventi dannosi (infortuni nei luoghi di lavoro, in itinere, malattie professionali), cause e modalità di accadimento
obiettivo 2.2 – Coordinamento delle attività di vigilanza
obiettivo 2.3 – Valorizzare e rafforzare il ruolo del dialogo sociale
Asse strategico 3 – Potenziare l’efficacia delle tutele
Rafforzare le risorse umane e operative dei Servizi di prevenzione delle ASL e dell’INL, razionalizzando gli interventi ispettivi e sostenendo l’osservanza dei contratti collettivi con obiettivi
obiettivo 3.1 – Rafforzamento del ruolo del servizio pubblico, attraverso il potenziamento operativo dei Servizi per la tutela della Salute e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro delle ASL
obiettivo 3.2 – Razionalizzazione degli interventi di prevenzione, al fine di programmare un utilizzo efficace, efficiente e appropriato delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste e impiegate a legislazione vigente
obiettivo 3.3 – rafforzamento dell’attività di vigilanza orientandola in modo da favorire l’approccio Vision Zero
obiettivo 3.4 – Programmazione della vigilanza secondo criteri che ne incrementino l’efficacia
Asse strategico 4 – Supportare le micro, piccole e medie imprese
Fornire assistenza tecnica, semplificare l’adozione di modelli organizzativi e promuovere la cultura della prevenzione come investimento strategico con obiettivi
obiettivo 4.1 – Fornire sostegno e assistenza alle imprese, ai lavoratori ed alle loro rappresentanze
obiettivo 4.2 – Sensibilizzare le MPMI sulla rilevanza della cultura della prevenzione come opportunità di crescita e sviluppo
Asse strategico 5 – Diffondere la cultura della prevenzione
Integrare l’educazione alla sicurezza nei percorsi scolastici e universitari, trasformando gli studenti in vettori di consapevolezza e prevenzione con obiettivi
obiettivo 5.1 – implementare la promozione e la divulgazione della cultura della SSL nei percorsi formativi scolastici e universitari
obiettivo 5.2 – prevenire degli illeciti attraverso iniziative di promozione dell’approccio Vision Zero e di sensibilizzazione di tutti gli stakeholders
Considerazioni
Con 19 Regioni e 2 Provincie autonome a cui spetta la potestà legislativa e organizzativa per la gestione della sanità la presenza di un documento formale e unitario di strategia sulla sicurezza sul lavoro è una cosa buona
Però occorre affermare anche che la presenza degli assi strategici 2 e 3 sono un atto di accusa per le istituzioni che ad oggi hanno usato poco o non usano strumenti presenti da quasi un ventennio
Per l’asse strategico 4 spero non sia presente il presupposto che l’inadempienza sia frutto della mancata informazione, della sola mancata informazione
Ho anche qualche dubbio sull’asse strategico 5 che non vorrei fosse basato sul ipotetico nesso causa-effetto fra presenza/assenza della sicurezza nei percorsi scolastici e universitari e calo/aumento dei livelli di sicurezza negli ambienti di lavoro
Un contributo di #sicurezzasullavoroedintorni con licenza Creative Commons CC BY-ND 4.0
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